domenica 9 febbraio 2014

Fonte il

Gazzettino online

                                                                                 

Le “fiamme” dell’AMIRA al Castello S. Marco

Le “fiamme” dell’AMIRA al Castello S. Marco
febbraio 09
15:312014

La storica struttura ricettiva di Calatabiano ha ospitato la seconda edizione del concorso con cui la sezione “Sicilia Orientale” dell’associazione nazionale di maîtres chiama i professionisti e gli studenti del settore a misurarsi con la preparazione di piatti “flambé”

Prosegue incessante la lodevole missione della sezione “Sicilia Orientale – Taormina” dell’“Associazione Maîtres Italiani di Ristoranti ed Alberghi” (A.M.I.R.A.) sul fronte della professionalizzazione e qualificazione degli operatori della ristorazione, a cominciare dalle nuove leve attualmente impegnate nei relativi corsi di studio. Così, alcune sere addietro, il locale distaccamento dell’importante sodalizio nazionale di categoria, guidato da quell’autentico “gentleman” che è il fiduciario Luciano Graziano, ha portato a compimento la seconda edizione del “Concorso di Enogastronomia alla Lampada” incentrato sulla preparazione di piatti “flambé” (ossia “alla fiamma”) e rivolto sia ai professionisti già affermati dei fornelli e sia ai giovani in via di formazione in quanto studenti dei vari istituti scolastici ad indirizzo alberghiero della Sicilia Orientale.
La “gustosa” competizione è stata ospitata dagli eleganti ed accoglienti saloni dell’Hotel “Castello San Marco”, storica ed esclusiva struttura ricettiva ricadente nel territorio del Comune etneo di Calatabiano, ed ha goduto del sostegno degli sponsor “Cantine Patria” di Castiglione di Sicilia e “Pastificio-Biscottificio Orlando” di Francavilla di Sicilia.
I concorrenti di questa edizione del concorso Amira sono stati chiamati a misurarsi con pietanze alla lampada a base di carne di vitello o di manzo (nella precedente prima edizione, svoltasi in un grande albergo di Taormina, la gara verteva invece sui dessert).
Tra gli studenti partecipanti (Giuseppe Cannistrà, Lucia Chiofalo, Nicolò La Rosa, Santo Mazzullo, Alessandro Neri, Lorenza Saitta ed Emanuele Scaltrito) ha avuto la meglio Nicolò La Rosa, dell’Istituto “Guttuso” di Milazzo, che assieme ad Alessandro Neri, dell’Istituto “Enrico Medi” di Randazzo, ha avuto accesso alle semifinali del concorso nazionale “Maître dell’Anno”; Lorenza Saitta, anche lei del “Medi” di Randazzo, si è invece qualificata per il “Premio del Belice”.
A trionfare nella categoria dei professionisti (che ha visto competere i maîtres Alfio Cantarella, Leonardo Nucifora, Antonino Russo e Giorgio Trifirò) è stato Giorgio Trifirò (proveniente da Milazzo); quest’ultimo ha avuto accesso al “Premio del Belice” e, così come anche i suoi tre avversari, al Concorso Nazionale dell’Amira.
A giudicare le pietanze in gara ha provveduto una qualificata giuria, composta da maîtres e professionisti del settore, chiamata a valutare il gusto delle prelibatezze proposte dai concorrenti nonché il modo di prepararle (gestualità, eleganza nei movimenti, tempi, ecc.).
Ed al calore ed alle fragranze sprigionati dai “flambeaux” ben si è amalgamata la classe della giovane presentatrice Daniela Cavallaro, brava cantante originaria di Linguaglossa con all’attivo importanti esperienze anche nel campo della conduzione.
La recente kermesse al Castello S. Marco di Calatabiano ha registrato l’autorevole presenza dei vertici dell’Amira, con in testa il presidente nazionale Carlo Hassan. Tra una prova e l’altra hanno, inoltre, preso la parola Salvo Sturiale, “storico” esponente siciliano del sodalizio, e Salvo Cilona, vicesindaco del Comune di Taormina, il quale ha auspicato un proficuo rapporto di collaborazione tra quest’ultimo e l’Amira affinché l’offerta di ristorazione della capitale siciliana del turismo possa sempre più qualificarsi.
«Sono estremamente fiero – ha dichiarato a fornelli ormai “spenti” Luciano Graziano, fiduciario dell’Amira “Sicilia Orientale – Taormina” – di questa seconda edizione del nostro concorso. E’ un successo che condivido con tutti i concorrenti, con i dirigenti degli istituti scolastici partecipanti, con i responsabili del meraviglioso “Castello S. Marco” che ci ha ospitato, con gli sponsor, con la gentile presentatrice Daniela Cavallaro, con i giornalisti e le emittenti televisive “Euro Tv” e “TGR Sicilia” che ci hanno seguito, con i massimi rappresentanti nazionali dell’Amira che ci hanno onorato della loro presenza ed, ovviamente, con coloro che mi affiancano nel nostro Consiglio Direttivo, ovvero Alfio Cantarella, Sebastiano Lobello e Chiara Gavioli».
Rodolfo Amodeo

giovedì 30 gennaio 2014

RODOLFO AMODEO OSPITE AL “CASTELLO S. MARCO” DI CALATABIANO DEL CONCORSO ENOGASTRONOMICO DELL’“A.M.I.R.A. SICILIA ORIENTALE”

     Anche quest’anno Rodolfo Amodeo è stato ospite della Sezione “Sicilia Orientale – Taormina” dell’“Associazione Maitres Italiani di Ristoranti ed Alberghi” (A.M.I.R.A.) in occasione del Concorso Enogastromico di ricette “al Flambé” (ossia “alla fiamma”) destinato sia ai professionisti del settore che agli studenti degli istituti scolastici ad indirizzo alberghiero. 
     L’edizione del 2014 si è svolta in un gradevole pomeriggio di qualche settimana fa negli eleganti ed accoglienti saloni del Castello “San Marco” di Calatabiano (CT). 
     Gli organizzatori, in realtà, avevano chiesto ad Amodeo di condurla lui, ma quest’ultimo, per impegni precedentemente assunti, ha potuto solo fare un “blitz” di qualche ora (durante il quale ha portato il proprio saluto agli organizzatori ed ai partecipanti). Il giornalista ha, comunque, suggerito l’ingaggio, al posto suo, dell’amica Daniela Cavallaro, bravissima cantante ed apprezzata presentatrice, la quale ha conferito all’evento un ulteriore tocco di classe. 
     Potrete, di seguito, leggere il relativo servizio giornalistico che Rodolfo Amodeo ha realizzato per il settimanale “Il Gazzettino” e visionare alcune foto scattate durante la manifestazione. 
                                                               * * *
 

     Prosegue incessante la lodevole missione della sezione “Sicilia Orientale - Taormina” dell’“Associazione Maîtres Italiani di Ristoranti ed Alberghi” (A.M.I.R.A.) sul fronte della professionalizzazione e qualificazione degli operatori della ristorazione, a cominciare dalle nuove leve attualmente impegnate nei relativi corsi di studio. Così, alcune sere addietro, il locale distaccamento dell’importante sodalizio nazionale di categoria, guidato da quell’autentico “gentleman” che è il fiduciario Luciano Graziano, ha portato a compimento la seconda edizione del “Concorso di Enogastronomia alla Lampada” incentrato sulla preparazione di piatti “flambé” (ossia “alla fiamma”) e rivolto sia ai professionisti già affermati dei fornelli e sia ai giovani in via di formazione in quanto studenti dei vari istituti scolastici ad indirizzo alberghiero della Sicilia Orientale. 

     La “gustosa” competizione è stata ospitata dagli eleganti ed accoglienti saloni dell’Hotel “Castello San Marco”, storica ed esclusiva struttura ricettiva ricadente nel territorio del Comune etneo di Calatabiano, ed ha goduto del sostegno degli sponsor “Cantine Patria” di Castiglione di Sicilia e “Pastificio-Biscottificio Orlando” di Francavilla di Sicilia. 

     I concorrenti di questa edizione del concorso Amira sono stati chiamati a misurarsi con pietanze alla lampada a base di carne di vitello o di manzo (nella precedente prima edizione, svoltasi in un grande albergo di Taormina, la gara verteva invece sui dessert)

     Tra gli studenti partecipanti (Giuseppe CannistràLucia ChiofaloNicolò La RosaSanto MazzulloAlessandro NeriLorenza Saitta ed Emanuele Scaltrito) ha avuto la meglio Nicolò La Rosa, dell’Istituto “Guttuso” di Milazzo, che assieme ad Alessandro Neri, dell’Istituto “Enrico Medi” di Randazzo, ha avuto accesso alle semifinali del concorso nazionale “Maître dell’Anno”; Lorenza Saitta, anche lei del “Medi” di Randazzo, si è invece qualificata per il “Premio del Belice”.
      A trionfare nella categoria dei professionisti (che ha visto competere i maîtres Alfio Cantarella,Leonardo NuciforaAntonino Russo e Giorgio Trifirò) è stato Giorgio Trifirò (proveniente da Milazzo); quest’ultimo ha avuto accesso al “Premio del Belice” e, così come anche i suoi tre avversari, al Concorso Nazionale dell’Amira. 

     A giudicare le pietanze in gara ha provveduto una qualificata giuria, composta da maîtres e professionisti del settore, chiamata a valutare il gusto delle prelibatezze proposte dai concorrenti nonché il modo di prepararle (gestualità, eleganza nei movimenti, tempi, ecc.)

     Ed al calore ed alle fragranze sprigionati dai “flambeaux” ben si è amalgamata la classe della giovane presentatrice Daniela Cavallaro, brava cantante originaria di Linguaglossa con all’attivo importanti esperienze anche nel campo della conduzione. 

     La recente kermesse al Castello S. Marco di Calatabiano ha registrato l’autorevole presenza dei vertici dell’Amira, con in testa il presidente nazionale Carlo Hassan. Tra una prova e l’altra hanno, inoltre, preso la parola Salvo Sturiale, “storico” esponente siciliano del sodalizio, e Salvo Cilona, vicesindaco del Comune di Taormina, il quale ha auspicato un proficuo rapporto di collaborazione tra quest’ultimo e l’Amira affinché l’offerta di ristorazione della capitale siciliana del turismo possa sempre più qualificarsi. 

     «Sono estremamente fiero – ha dichiarato a fornelli ormai “spenti” Luciano Graziano, fiduciario dell’Amira “Sicilia Orientale - Taormina” - di questa seconda edizione del nostro concorso. E’ un successo che condivido con tutti i concorrenti, con i dirigenti degli istituti scolastici partecipanti, con i responsabili del meraviglioso “Castello S. Marco” che ci ha ospitato, con gli sponsor, con la gentile presentatrice Daniela Cavallaro, con i giornalisti e le emittenti televisive “Euro Tv” e “TGR Sicilia” che ci hanno seguito, con i massimi rappresentanti nazionali dell’Amira che ci hanno onorato della loro presenza ed, ovviamente, con coloro che mi affiancano nel nostro Consiglio Direttivo, ovvero Alfio CantarellaSebastiano Lobello e Chiara Gavioli». 

    
 RODOLFO AMODEO 

domenica 5 gennaio 2014

2° Concorso Enogastonomico
03 gennaio 2014


Ringrazio tutti i partecipanti intervenuti alla manifestazione, gli sponsor

Hotel Castello San Marco , Cantina Patria, Pastificio Orlando.

Un ringraziamento di cuore a tutte le autorità ospiti che hanno partecipato; 

al vice Sindaco, all'Assessore, ai giornalisti, alle due tv, alla presentatrice

i dirigente scolastici degli istituti alberghieri di Milazzo e Randazzo, i loro 

allievi, ed i Maitre partecipanti al concorso e tutti i soci A.M.I.R.A.

Un particolare ringraziamento va al nostro Presidente Nazionale 

 CARLO HASSAN che ci ha dato il piacere di condividere con noi 

questa grande manifestazione.

Il fiduciario

Graziano Luciano
  

2° Concorso Enogastonomico
03 gennaio 2014




                           Si ringraziano gli sponsor della 
manifestazione in particolare 

La Cantina Patria


Il Pastificio Biscottificio
Orlando


Un ringraziamento va alla Direzione del Castello San Marco per la gentilezza 
e disponibilità



lunedì 23 dicembre 2013


L'amore.la Serenita' ed il rispetto che dimostriamo a noi stessi e agli altri, possano sempre accompagnarci, non soltanto in questo Santo giorno, ma nel tempo a venire.
Ed in questo clima di feste, che voglio AUGURARE un felicissimo NATALE a voi e alle vostre Famiglie.     TANTI AUGURI.






L'amore, la Serenità ed il rispetto che dimostriamo a noi stessi e agli altri, possano sempre accompagnarci, non soltanto in questo Santo giorno, ma nel tempo a venire.

Ed in questo clima di feste, che voglio AUGURARE un felicissimo NATALE a voi e alle vostre Famiglie. TANTI AUGURI.

                                              il Fiduciario
                                           Luciano Graziano     

lunedì 9 dicembre 2013



REGOLAMENTO CONCORSO MAÎTRE DELL’ANNO 2014

1) Ogni anno l’A.M.I.R.A decide il tema del concorso che ogni concorrente poi elaborerà a
suo piacimento.(per l’anno in corso il tema è “ IL VITELLO O MANZO” (tutte le loro
parti).
Quest’anno le semifinali si terranno durante la FIERA a Rimini nelle giornate del 20/21/22
gennaio 2014, il primo giorno parteciperanno le sezioni del PIEMONTE,
LOMBARDIA, TRIVENETO, LIGURIA, EMILIA ROMAGNA E SEZIONI
DELL’ESTERO.
Il secondo giorno TOSCANA, MARCHE, LAZIO, SARDEGNA,
ABRUZZOMOLISE.
Il terzo giorno, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA.
Le regioni partecipanti verranno divise su tre batterie (con sorteggio) con i rispettivi
giudici e ogni giorno si qualificherà un maître e un giovane per ogni batteria, che
disputeranno poi la finale durante il Congresso 2014.
2) Possono partecipare i soli Soci Effettivi e Maître Aspiranti in regola con la quota associativa
dell’anno in corso (ogni Fiduciario dovrà controllare che siano in regola). Si ricorda che
possono partecipare un massimo di quattro (4) Soci e un (1) Giovane per Sezione.
3) Il concorrente dovrà gareggiare esclusivamente con lo smoking, non portare orecchini (per i
maschi), braccialetti, grossi anelli e vistosi tatuaggi.
4) I concorrenti dovranno gareggiare solo con piatti, bicchieri messi a disposizione
dall’organizzazione, questo sia nelle semifinali e finali.
Per le semifinali a Rimini ogni concorrente dovrà portare con sé clips, ciotoline, boule,
salsiere, piatti di portata, in quanto elementi difficili da reperire in fiera. Il Socio dovrà
inoltre provvedere a portare tutte le derrate alimentari necessarie per la preparazione
della ricetta.
Per la finale il materiale sarà invece messo a disposizione dall’hôtel.
5) Si potrà usare solo una lampada (sarà possibile l’utilizzo di un rechaud per tenere in caldo le
vivande durante l’esecuzione).
6) Non sono consentiti attrezzi da cucina.
7) Le padelle (una o più) che si utilizzeranno devono essere esclusivamente quelle per flambé e
non è consentito riscaldarle precedentemente.
8) Il vincitore della finale non potrà nuovamente partecipare al concorso prima di cinque
anni.
9) È obbligatorio l’utilizzo di prodotti Italiani (fatta eccezione prodotti esteri come cognac,
wodka, liquori, senape ect. ), al fine di valorizzare i prodotti del proprio territorio.
10) L’abbinamento sarà esclusivamente con vino di produzione italiana.
11) Le guarnizioni devono essere commestibili e non devono essere preponderanti al cibo.
12) Per esigenze di sponsorizzazione il tema gastronomico della finale e il vino in abbinamento
potrebbero essere differenti da quelli presentati alla semifinale. In questo caso i concorrenti
verranno informati dalla Presidenza.
13) La giuria sarà composta da TRE persone: obbligatoriamente da un Gran Maestro, un
esperto del vino, un esperto di gastronomia.
Il Gran Maestro sarà Presidente della giuria, dovrà essere un G.M. non appartenente alle
sezioni in gara e sarà designato dal Gran Cancelliere.
Per la finale i giudici saranno cinque, due dei quali giudicheranno esclusivamente il gusto
del piatto. Oltre al premio di Maître dell’Anno verrà assegnato un riconoscimento al piatto
che avrà guadagnato il punteggio più alto per il solo gusto.
14) I voti della giuria saranno così espressi:
- Gran Maestro voti da 0-10 per la tecnica professionale e punti da 1-5 per il gusto del
piatto.
- Esperto del vino voti da 0-10 per l’abbinamento vino-cibo, presentazione, stappatura e
esame organolettico del vino.
- Esperto di gastronomia voti da 1- 5 per il gusto e presentazione del piatto finito.
PER UN TOTALE MASSIMO DI 30 PUNTI
NOTA BENE per quanto riguarda la tecnica professionale il Gran Maestro dovrà essere attento
che:
- Durante la fase di lavoro il maître tenga una posizione eretta,usi le altre attrezzature in
modo appropriato.
- La mise-en-place delle attrezzature, mènage, distillati e alimenti seguano una logica:
lampada al centro, distillati-mènage (olio,sale pepe ect.) -clips-succhi a destra, gli
alimenti e i piatti a sinistra (fatta eccezione per i mancini).
- Ci sia un utilizzo corretto delle clips.
- Durate la lavorazione non ci siano schizzi e non si sporchi la tovaglia.
- Il maître segua una tecnica per flambare, con una fiamma tenue e non un falò.
15) I giudici potranno fare domande al concorrente riguardanti la ricetta e l’abbinamento vino.
16) Nessuno all’esterno potrà parlare con essi.
17) Il concorrente avrà a disposizione un massimo di 20 minuti complessivi, di cui 5 per la
presentazione e l’esame organolettico del vino e 15 per la preparazione della ricetta.
18) Per i piatti di assaggio della giuria non è necessaria la guarnizione.
19) Ogni minuto in più verrà penalizzato di 2 punti. Il Presidente di giuria dovrà comunicarlo
immediatamente al concorrente.
20) Il Gran Maestro Presidente di Giuria che non farà scrupolosamente rispettare il
regolamento verrà sospeso dal presiedere ad altre manifestazioni.
21) Il Presidente dell’A.M.I.R.A o un suo delegato sarà presente alle semifinali e alle finali,
potrà intervenire in qualsiasi momento e nel giudizio finale, se noterà qualcosa non in
sintonia con il regolamento.
22) I componenti del Consiglio che a loro avviso noteranno delle anomalie, dovranno farlo
presente immediatamente ed esclusivamente al Presidente o ai Vice Presidenti A.M.I.R.A.
23) Eventuali dissensi pubblici comporteranno il differimento ai Probiviri.
24) Il giudizio della giuria convalidato dal Presidente sarà inappellabile
.
Milano 1 dicembre 2014

Il Presidente                                                                          Il Cancelliere                                                
Carlo Hassan                                                                        Valerio Beltrami

mercoledì 23 ottobre 2013

Cantine Patria

Logo Patria
Le cantine Patria prendono nome dalla contrada Patria, presso Monreale: fu in quella contrada che la famiglia Di Miceli acquistò un feudo nel 1950. Molti anni più tardi, nel 1998 per l’esattezza, il presidente della soc. Coop. Patria Francesco Di Miceli forte della sua esperienza da agronomo ed enologo, rileva la vecchia cantina “Torrepalino” , storica cantina vitivinicola nata nel 1975 con sede a Solicchiata piccola frazione del comune di Castiglione di Sicilia nella provincia di Catania, versante Nord dell’Etna a circa 700m s/m.
La storia di Torrepalino si interseca con quella della torre di avvistamento Aragonese che sorgeva a difesa e guardia del territorio. In cima alla costruzione ergeva fiero un “palino”, indicatore direzionale, orientava le carovane e i viandanti tra il porto commerciale di Riposto e quello di Milazzo, entrambi strategici nel sistema di trasporto vitivinicolo commerciale siciliano e nello spostamento dei vari uomini e mezzi. Da qui nasceva il nome “Torrepalino”. Fu il presidente Di Miceli che decise la modifica del nome trasferendo l’eredità all’altra cantina di cui era già amministratore in contrada Patria, a Monreale (PA). In questo modo si andarono a formare un insieme di cantine in vari parti del territorio siciliano ed una azienda madre presso Solicchiata che accoglie e lavora tutta l’uva conferita.
Pur aperta ad innovazioni e sperimentazioni, la cantina punta all’eccellenza partendo dai vigneti, il cui monitoraggio è volto a comprenderne la maturità fenolica e quindi il giusto periodo di vendemmia. L’estensione globale dei terreni vitati è di circa 350 ettari. La maggior parte degli impianti viene allevato a spalliera con una potatura a cordone. Alcune superfici vengono ancora allevata ad alberello. Il vigneto più antico risale alla metà del 1900, ma l’età media delle viti è molto variabile. Negli ultimi anni la cantina ha applicato le più moderne tecnologie volte all’ottenimento di una sempre maggiore qualità della produzione.
La cantina produce vini con un’espressione territoriale altissima, destinati ad incontrare i gusti non di tutti ma solo quelli di coloro che nel vino apprezzano la forte personalità. La tipicità di queste produzioni che, fino al decennio precedente restringeva il mercato, con il tempo è diventata il plus valore della cantina. La produzione aziendale ha, infatti, il core business incentrato sulla denominazione di origine controllata Etna, nella tipologia rosso, bianco e rosato.
Disponendo di uve provenienti da vigneti collocati strategicamente in diverse aree dell’isola, è possibile diversificare la produzione avendo cura di scegliere le uve più adatte per le produzioni di eccellenza. In riferimento alle uve coltivate in terreni di origine vulcanica, ad esempio, i vitigni ad alta quota vengono utilizzati nella produzione dello spumante Palici (una vera perla enologica) che si caratterizza per una certa unicità, mentre quelli localizzati a bassa quota e soggetti ad una migliore esposizione vengono utilizzati per produrre i vini rossi giovani e le Riserve; per quest’ultime vengono utilizzati specificatamente vigneti con impianto ad alberello di circa 80 – 100 anni di età e solo dalle buone annate. Sono proprio le diverse altitudini ed esposizioni che conferiscono ai suddetti vini le caratteristiche di cui sopra.
Accanto alle uve autoctone, sono stati acclimati anche vitigni internazionali come lo Chardonnay, il pinot noir ed il Cabernet, cui il clima e le peculiarità del territorio hanno conferito nuove personalità. Queste uve sull’Etna trovano un’espressione più fine ed elegante, meno strutturata rispetto alle produzioni di altre zone. Gli altri vitigni internazionali come il Nero d’avola, il Viogner, il Syrah ed il Merlot provengono da uve prodotte nei territori argillosi e caldi della provincia di Gela e dagli appezzamenti del palermitano. Un altro vitigno molto pregiato è il Moscato di Noto la quale uva viene fatta appassire in pianta grazie al clima favorevole presente nel territorio di Gela che permette una giusta asciugatura del grappolo senza rovinarlo; dalla pigiatura di quest’uva otteniamo un elegante passito molto fruttato e leggermente alcolico dal nome Eneo.